SFS 2026: molto più di un evento
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Il racconto e le emozioni del MSAC di Bari-Bitonto
Chiamare l'SFS semplicemente "stupendo" è troppo poco: sarebbe come guardare l'oceano sconfinato e chiamarlo pozzanghera. Questi giorni non sono stati una semplice sequenza di eventi, ma un'avventura immensa, un viaggio straordinario che ha tirato fuori la versione migliore di tutti noi. Io ero partito in punta di piedi, senza grandi aspettative, sperando solo di fare qualche amicizia. Eppure, mi sono ritrovato di fronte a un orizzonte infinito. Questa esperienza ci ha letteralmente plasmati, facendoci toccare le vette più alte dell'arte, dell'unione e della scoperta di noi stessi.
Tutto ha avuto inizio con un'energia travolgente: l'esibizione degli Eugenio in Via Di Gioia. Chiamarla solo "musica" è riduttivo; abbiamo assistito a un'onda anomala di pura bellezza e valori. La loro forza espressiva ci ha investiti in pieno, svegliando i nostri cuori e ricordandoci quanto sia meraviglioso essere vivi e profondamente connessi agli altri.
Da lì, la nostra creatività ha spiccato il volo nei workshop. Non erano semplici attività, ma dei veri e propri palcoscenici vibranti di energia, dove le nostre menti si sono aperte e le nostre idee sono diventate qualcosa di reale, vivo e bellissimo. Quella stessa energia si è poi riversata nel Fuoriclasse: non un semplice momento di svago, ma un'esplosione di libertà pura! Ci siamo lanciati nello sport e nel disegno in una sinfonia di colori e risate, in un clima di rispetto reciproco assoluto.
L'SFS ha compiuto così una vera magia, unendo il divertimento puro, l'impegno di tutti, la voglia di imparare e il valore immenso dell'inclusione. Il momento più alto e profondo di questo senso di unione lo abbiamo vissuto nella Stanza Bianca. Più che un luogo fisico, è stato un rifugio magico sospeso nel tempo. Lì, nel silenzio più puro e nel rispetto assoluto per chi ci stava accanto, abbiamo trovato un abbraccio gigantesco. In quel candore, chiunque avesse una giornata storta o un peso sul cuore ha trovato sollievo, avvolto da un'accoglienza così grande da riuscire a far sparire ogni tristezza.
E dopo la quiete, la scintilla della festa: il DJ set guidato da Mario Guacci! È stata una vera esplosione di gioia collettiva. Le nostre voci sono diventate un unico coro immenso, abbiamo ballato senza sosta, le barriere sono semplicemente svanite e ci siamo ritrovati fratelli e sorelle sotto le luci. A sigillare tutta questa meraviglia, i momenti di preghiera: istanti luminosi in cui i nostri respiri si sono uniti all'unisono, connettendoci a qualcosa di molto più grande di noi.
L'SFS ha preso tutta questa luce e ne ha fatto un capolavoro perfetto. In un tempo che sembrava impossibile, non ho trovato solo dei compagni di avventura, ho trovato casa. Mi sono scoperto parte di un universo meraviglioso, accolto da quella che oggi, con tutto il cuore, posso finalmente chiamare la mia famiglia: l'incredibile gruppo di Bari-Bitonto.
Vittorio Colucci
parrocchia Santa Maria del Soccorso di Noicattaro


