Il 27 dicembre 2025 è stato un sabato diverso dal solito per noi giovani di Azione Cattolica della diocesi. Un giorno vissuto a Napoli che si è trasformato in un’esperienza intensa fatta di passi condivisi, ascolto profondo, incontri significativi e Parola che interpella.

Sotto strati rumorosi, colorati e sempre in festa, Napoli custodisce un cuore silenzioso, capace di parlare di memoria, attesa e speranza. La prima tappa del nostro cammino ci ha condotti in un vero e proprio viaggio nel tempo: le catacombe di San Gennaro. Lì, lontani dal traffico e dal frastuono della superficie, abbiamo scoperto una Napoli nascosta ma profondamente viva. In quel silenzio carico di storia, lo stupore è stato grande: una fede semplice e concreta, capace di attraversare i secoli, ma anche un’umanità profondamente reale, segnata da un forte attaccamento alle cose terrene. Un tratto che, sorprendentemente, sentiamo ancora molto vicino.

Riemersi dal sottosuolo, abbiamo continuato il nostro percorso nel cuore pulsante della città, visitando il Duomo del Santo Patrono. Un luogo che racconta il legame profondo tra un popolo e il suo Santo, tra il Cielo e la vita quotidiana. Guidati con attenzione e passione da don Mario e don Francesco, insieme all’equipe del settore giovani, abbiamo attraversato strade animate da voci, profumi e sguardi, scoprendo come la devozione popolare si intrecci con la storia e l’identità di Napoli. Accanto alla fede, emerge e colpisce anche un’altra forma di “devozione”, quella che colora muri e saracinesche: simboli che raccontano l’uomo contemporaneo, capace di credere ma anche di affidare speranze e attese agli uomini, ai loro gesti straordinari e alle storie di riscatto.

Il pomeriggio ci ha regalato uno dei momenti più intensi della giornata: l’incontro con Suor Marisa, responsabile della Caritas diocesana. La sua testimonianza è stata coinvolgente, autentica e profondamente umana. Attraverso parole semplici ma forti, ci ha mostrato che donare la propria vita agli altri non è un’utopia, ma una scelta possibile, da rinnovare ogni giorno. In un mondo che spesso invita a pensare solo a sé stessi, ascoltare il racconto di una vita spesa per i più fragili è stato un richiamo concreto al Vangelo vissuto. Le sue parole hanno acceso in noi una gioia profonda, che custodiamo con sincera gratitudine. Una carezza speciale è stato il saluto inaspettato del Cardinale, Arcivescovo metropolita di Napoli, Mons. Domenico Battaglia.

Alla luce degli incontri vissuti e di una fede capace di attraversare il tempo e la storia di una città, tornano a galla domande importanti: quali fragilità siamo chiamati ad ascoltare oggi, noi giovani? Quale passo concreto siamo chiamati a compiere nella nostra quotidianità? A chi affidiamo davvero la nostra speranza: a Dio o agli uomini?

Torniamo da Napoli con il cuore colmo di gratitudine, di domande e di stupore. Con la consapevolezza di aver incontrato un silenzio che parla e con la gioia di sapere che esistono ancora vite che, nel dono totale, testimoniano che il Vangelo è una buona notizia anche oggi, forse l’unica vera speranza.

Un grazie sincero va ai responsabili di settore e all’equipe per aver organizzato e preparato questa bellissima esperienza di gruppo, che continuerà a camminare con noi ben oltre questa giornata.

Vito Innamorato e Gianvito Losito
parrocchia Santa Maria del Carmine di Noicattaro