Custodire, meditare, servire
- Adulti
- Visite: 125
Le riflessioni e i racconti degli incontri di Spiritualità Adulti
Lontana dal caos della quotidianità e immersa nel silenzio, ho ascoltato la "voce" del mio cuore. Sono affiorate sofferenze sopite, ma ho trovato conforto nella "dolce melodia divina" che il Signore mi ha donato attraverso le parole di Padre Saverio Colonna e di Rosa Leggiadro. Ora lascio che i miei passi mi riportino al mio vivere quotidiano ma con il cuore "libero dalle catene" e con l'ardente desiderio di "cingermi del grembiule e servire".
Un Grazie di cuore a Nadina, ad Enzo, a Don Stefano ed all'equipe adulti che , con amore e dedizione, hanno curato ogni dettaglio di questo percorso di pace, raccoglimento, riflessione ed ascolto interiore...... di incontro con Dio, Padre misericordioso sempre pronto ad accoglierci ed avvolgerci in un meraviglioso abbraccio.
Doriana Anelli
parrocchia Santa Maria Veterana di Triggiano
Continuamente indaffarati a rincorrere il lavoro, gli impegni, le cose da fare, arriviamo spesso a fine giornata senza sentirci davvero soddisfatti. In un mondo sempre più rumoroso, che ci distrae e in cui sembra che il tempo non basti mai, diventa necessario recuperare il silenzio per ritrovare noi stessi. Un silenzio che crea spazio per la preghiera, per la riflessione, per fermarsi e fare verità dentro di sé.
Bocca che tace, orecchie che riposano, occhi che si chiudono: così la mente e il cuore possono finalmente aprirsi all’essenziale, attraverso la meditazione e l’incontro con Dio.
Il silenzio ha molte forme. A volte chiede di essere ascoltato, perché tenta di comunicarci qualcosa, di svelare un bisogno nascosto. Signore, aiutami ad essere attenta a chi mi sta di fronte. Perdonami quando non riesco a decifrare quei silenzi: quello di un figlio chiuso nella sua stanza, di una madre sola, di un marito carico di preoccupazioni.
Il silenzio è fede, quando taccio perché lascio agire Te. È adorazione, quando abbraccio la croce nella certezza profonda che quella è la via giusta.
Impariamo da Maria: nel silenzio custodisce, nel silenzio medita, nel silenzio accoglie e ascolta. Il suo non è il silenzio di chi subisce, ma di chi sceglie liberamente, con fiducia, di vivere pienamente la propria vocazione. Guardare a Maria significa chiedere di imparare da lei, di liberarci dai pregiudizi che limitano il nostro sguardo, per tornare a Cristo, via e verità, capace di riportarci all’essenziale.
È un ritorno alle origini, un tornare al Padre che ci accoglie nella nostra totalità, anche quando ci sentiamo piccoli e fragili. Un Padre sempre pronto al perdono, che non si stanca di amarci e che trasforma ogni nostra caduta in occasione di ripartenza. È l’esperienza di un amore più grande di noi, che non ci fa sentire inadeguati, ma ci restituisce dignità e speranza.
Fare esperienza di questo amore significa vivere la carità: quella carità paziente e benigna, che non manca di rispetto, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, ma tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. Senza questa carità saremmo solo “un bronzo che risuona”. E invece, proprio quando ci sentiamo scoraggiati e persi, scopriamo di essere ancora amati e voluti.
Siamo uomini e donne in cammino, anche nel silenzio, dentro la nostra fragile ma preziosa comunione: nella famiglia, nei gruppi, nella quotidianità. È lì che sperimentiamo la forza della relazione, legami profondi che sostengono e danno senso al nostro vivere.
Il silenzio diventa così uno strumento potente per accogliere la Parola di Dio, per imparare ad amare, a perdonare e a lasciarci perdonare. È nel silenzio che possiamo camminare insieme, come i discepoli di Emmaus, riconoscendo Cristo accanto a noi.
Benedetto sei Tu, Signore, che scruti le profondità del cuore e continui a parlare alla nostra vita. Ancora oggi rispondi alle nostre domande, alleggerisci il peso che portiamo e ci rimandi alle nostre case rinnovati, più consapevoli che non siamo soli: Tu ci accompagni, ci tieni per mano e guidi i nostri passi.
Marianna Donvito
parrocchia Immacolata di Gioia del Colle
Lo scorso 21 marzo con gli adulti di Azione Cattolica abbiamo vissuto un momento importante per il cammino quaresimale del settore quale quello della lectio divina, guidata da un grande Amico dell'Azione Cattolica, don Francesco Misceo.
Attraverso la seconda lettera ai Corinzi (1, 1-11), don Francesco ci ha condotti tra i sentieri della consolazione di Dio e del dono della comunità da amare anche quando fa male, luogo in cui poter vivere le prove personali mediante una esperienza ecclesiale.
Nel brano meditato, infatti, la parola “consolazione” o il verbo “consolare” è ripetuto per ben nove volte; tale ripetizione non è casuale ma è frutto del desiderio di Paolo di ricordare che Dio, il consolatore – ho parakaleō: colui che è chiamato a stare vicino – è sempre vicino alle nostre “tribolazioni”, “afflizioni” e “sofferenze”, è presente nelle solitudini e nelle prove della vita.
Importante, dunque, è anche farsi “compagnia nelle solitudini” dei fratelli e vivere, così, la “consolazione” come esperienza ecclesiale; ciò anche quando, feriti dai fratelli, questo ci torna difficile (anche Paolo, infatti, soffriva delle critiche dei suoi stessi fratelli che mettevano in dubbio il fatto che il suo mandato di apostolo fosse stato attribuito direttamente da Gesù; egli si domandava come i suoi figli spirituali potessero mettere in dubbio ciò e come essi potessero aver dimenticato tutto il bene che egli aveva fatto loro).
Traditi dagli stessi fratelli che amiamo è difficile continuare a perseverare e ricominciare! Eppure, riqualificando i limiti (i confini) come spazio di incontro con gli altri, i confini possono diventare opportunità per cogliere un “oltre”.
Si può, così, giungere anche a perdonare il torto subito, dimenticando: ossia facendo scivolare le ragioni dalla mente al cuore, per guarire. D'altronde siamo tutti figli di Dio, siamo tutti raggi dello stesso sole: convergendo verso il sole (Dio) diventa possibile anche ridurre le distanze e far regnare la pace.
La meditazione della Parola, durante questa potente lectio divina, ci ha fornito tanti stimoli per giungere alla Pasqua e di lì ripartire da risorti. Adulti che, come cera nell'ampolla (ACR) possano consentire allo stoppino (Giovani) di tenere la lampada della Pace e dell'Azione Cattolica sempre accesa e viva!
Maria Montenegro
parrocchia Maria SS Annunziata di Cellamare


